Pazienza...Comprensione...Sincerità

Qualcosa di me

Ciao a tutti, mi chiamo Filippo e sono nato la mattina presto dell'11 Luglio 1988. Nonostante abbia deciso di venire al mondo di prima mattina (8.10), sono un gran dormiglione. Datemi un letto e mi farete contento! Sono tendenzialmente una persona pigra, tendo a lasciare accumulare il lavoro da fare se questo non è di mio interesse, lo svolgo il prima possibile se invece è qualcosa che mi prende e mi appassiona. Credo di avere buone qualità, anche se mi capita, il più delle volte, di dare per scontate troppe cose e questo mi porta ad essere frainteso. Non sono una di quelle persone che vi investe di chiacchiere, diciamo che preferisco fare il buon ascoltatore, ma chiedetmi un'opinione o un consiglio e difficilmente riuscirete a farmi star zitto. Quando qualcuno me lo chiede, mi piace descrivermi usando questa immagine: io sono come l'acqua, posso esserti amico, essere calmo e dolce, mi adatto al recipiente in cui vengo messo con facilità, ma basta poco perché in me si scateni una tempesta e allora ti mostrerò anche la mia furia distruttiva. Non provare ad arginarmi, troverò una via di uscita...basta anche un piccolo forellino e piano piano, goccia per goccia, riuscirò a liberarmi. Con pazienza e tenacia poi, posso scavarmi la via anche attraverso la roccia più dura. Ho varie forme, mi basta poco per passare dall'una all'altra...sta a te capire quale forma ti aggrada di più, se la freddezza e la solidità del ghiaccio, la freschezza e la purezza dell'acqua o l'inconsistenza e la leggerezza del vapore. A parte questo poi che dire? Sono una persona creativa, mi piace mettere in moto la fantasia e ho sempre bisogno di un modo per tenere attiva la mia creatività. Non amo prendermi troppo sul serio e, tendenzialmente, quando non sono in preda a sbalzi di umore (purtroppo abbastanza frequenti per i Cancerini come me), sono di natura positiva e molto ottimista. Tendenzialmente ritengo che i problemi si possano sempre risolvere in qualche modo, basta superare quelle barriere che noi stessi, la maggior parte delle volte, ci creiamo. Credo nell'amore, amore completo verso l'altro, quella cosa per cui basta un sorriso della persona che ami a farti stare meglio, e questo mi causa spesso problemi con chi invece ha una visone molto più "bassa" e concreta di questo sentimento. Sono un sognatore nato, mi basta poco per mettermi a fantasticare su qualsiasi cosa...e alla fine ci resto male quando mi accorgo che la realtà delle cose è ben diversa. Faccio del sarcasmo la mia arma di difesa, ma so essere anche molto autoironico. Gelosissimo dei miei amori e dei miei ricordi, specialmente di questi ultimi, faccio fatica a condividerli anche con la persona di cui mi fido di più: è il mio piccolo mondo, sono i bei ricordi che voglio restino miei, per questo, se mi si chiede di parlare del passato, tendo ad essere sempre tanto, troppo sintetico. Ma sono fatto così, non è cattiveria, non è vanità, semplicemente...sono molto geloso di quello che la mia mente ha deciso di ricordare. Ho pochi amici per scelta, non sono una persona che necessita di avere attorno a sé mille persone ma i classici "pochi ma buoni" per capirci. Adoro i bambini perché sono così puri e spensierati, ancora non sanno cosa siano i problemi della vita, fanno tutto quello che fanno senza malizia, con estrema ingenuità. Per questo ogni tanto mi concedo il lusso di tornare bambino anche io, è un modo per evadere dal grigiore e dai problemi della vita di tutti i giorni, un tornare a quei momenti in cui non si pensava al futuro, al passato, ma solo all'essere al mondo e godere delle cose che la vita ci offriva. Ma ritorno bambino con la consapevolezza di essere adulto e che il tempo dei giochi è finito da un pezzo...ma è una voglia di ricordare che sono stato bambino anche io, che anche io ero felice e spensierato...e per ricordarmi che, ogni tanto, vedere le cose con gli occhi di un bambino non può altro che essere d'aiuto.

Love

°Recitazione°Doppiaggio°Tramonto° °Uomini°Mare°Disegnare° °Acqua°Pioggia°Temporali° °Bambini°Dolci°Dormire° °Amici°Coccole°Leggere° °Film Romantici°Autunno° °Candele°Bianco°Celeste e tutte le tonalità di azzurro° °Vivere°Musica°Cantare° °Indipendenza°Xena°Ginnastica Ritmica° °Nuoto°Tigri°Orsi° °Orsetti di Peluche°Nuvole°Pocahontas° °Misteri°Archeologia°Tomb Raider° °Sclerare°Creatività°Originalità° °Tolleranza°Amore°Sorprese° °Storia Antica°

Hate

°Falistà°Ipocrisia°Litigare°Ripetitività° °Insistenza°Sesso fine a se stesso°Volgarità°Superficialità° Freddezza°Incertezza°Invadenza°

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29/10/2009

Forma Mentis...



...è strano come possano essere differenti le opinioni delle persone, continuo a stupirmene ogni volta. L'altra sera stavo discutendo con un ragazzo laureato in psicologia e, parlando, è emersa una questione piuttosto delicata. Praticamente siamo arrivati a parlare di persone che nel loro passato, per qualche motivo, si sono drogate o hanno deciso di prostituirsi. Ora, so che il mio pensiero potrebbe non essere condiviso da moltissime persone, però sono una di quelli che ritengono che una persona non possa e non debba essere giudicata per il proprio passato ma solo per quello che fa nel presente. Chi siamo noi per giudicare? Chi siamo noi per dire ad una persona cosa è giusto o sbagliato? Cosa ne sappiamo noi della situazione in cui si trovava quella persona in quel determinato momento, dei fattori che l'hanno portata ad agire in quel modo? Come facciamo a sapere a quele livello di disperazione si trovava quando ha deciso di agire così? Con questo non voglio dire che ritengo giusto drogarsi o prostituirsi, io stesso non farei mai nessuna delle due cose, però...capisco che alcune persone potrebbero credere di trovare in questi gesti delle facili scappatoie. E quando si è disperati, si pensa davvero di tutto. Al più, se una persona ha smesso, credo che abbia capito il suo sbaglio e, soprattutto, che si porti dietro una serie di ferite profondissime, dei ricordi amari dell'esperienza che ha vissuto...insomma, non sono cose che si superano alla leggera, anche a distanza di anni i segni uno se li porta dietro...a livello di insicurezze, di blocchi psicologici, di paure...non è una vita facile. Fortunatamente non posso dire di saperlo per esperienza, ma nella mia vita ho incontrato persone che hanno vissuto queste realtà e di certo non ne andavano fiere. Per questo posso permettermi di dire che se una persona ha avuto la forza di uscirne, merita tutto l'appoggio e la comprensione di questo mondo, senza esclusioni...hanno passato momenti neri ed ora si sono rimessi in gioco, perché escluderli, perché dire "mi fanno schifo"? Come paragonarli a chi ha commesso i più efferati omicidi o dire che sono persone da curare?  Come si può dire che drogarsi ha lo stesso peso di uccidere qualcuno? Ok, sono due cose sbagliate senza dubbio, ma con due pesi completamente diversi. L'omicidio limita la libertà altrui, impedisce ad un'altra persona di vivere...non si parla più di scelte personali, non si parla più della propria vita e del proprio corpo...per quanto possa essere sbagliato, è sempre e comunque un gesto perdonabile. Un omicidio, no.


| FilXVII|ottobre 29, 2009 03:18 | tags: pensieri, random|commenti



29/10/2009

I look to You by Whitney Houston



As I lay me down,
heaven hear me now.
I'm lost without a cause
after giving it my all.

Winter storms have come
and darkened my sun.
After all that I've been through
Who on earth can I turn to?

[Refrain]
I look to you.
I look to you.
After all my strength is gone,
in you I can be strong
I look to you.
I look to you.
And when melodies are gone,
in you I hear a song.
I look to you.

About to lose my breath,
there's no more fighting left,
Sinking to rise no more,
searching for that open door.

And every road that I've taken
lead to my regret.
And I don't know if I'm going to make it.
Nothing to do but lift my head


[Refrain]
I look to you.
I look to you.
After all my strength is gone,
in you I can be strong
I look to you.
I look to you.
And when melodies are gone,
in you I hear a song.
I look to you.

My levees are broken
My walls have come
tumbling down on me

The rain is falling.
Defeat is calling.
I need you to set me free.

Take me far away from the battle.
I need you.
Shine on me.

[Refrain]
I look to you.
I look to you.
After all my strength is gone,
in you I can be strong
I look to you.
I look to you.
And when melodies are gone,
in you I hear a song.
I look to you.


| FilXVII|ottobre 29, 2009 01:39 | tags: canzoni|commenti



09/10/2009

Scherzi del destino...



Proprio l'altro ieri dicevo che avrei aspettato,ve lo ricordate? L'intervento è lì, bello, pulito e limpido. E proprio ieri pomeriggio mi arriva l'email, dopo una settimana, in cui mi dice che "si scusa per essere sparito ma ha perso la testa per un altro ragazzo, è per quello che non ha preso il numero, non voleva illudermi". Hahahaha, rendiamoci conto. Non so, sembra che tutte le volte debba andare così! Conosco qualcuno e, poi, per un motivo o per l'altro, chi prima, chi dopo, puff, decide di andarsene. Evidentemente sarò fatto male io, cosa devo dire...spero di avere più fortuna in futuro, perché sto iniziando a stancarmi di questa situazione orrenda.


| FilXVII|ottobre 09, 2009 11:51 | tags: pensieri, amore|commenti



07/10/2009

I promise.



Attesa...attesa...hm, a quanto pare è un tema riccorente nella mia vita, ultimamente. E la cosa bella, o brutta, evitando di fare i sarcastici, è che quando decido di fare un passo avanti, le persone sembrano decidere di farne uno...o più di uno, indietro. La classica situazione in cui conosci una persona, ti ci trovi molto bene, davvero molto bene, sembra esserci interessa anche dall'altra parte ma, purtroppo, il tempo tiranno impedisce di avere una frequentazione assidua. Un rapporto basato su sporadiche e alquanto brevi conversazioni su MSN, che, dopo circa un mese e mezzo, mi hanno portato a buttarmi e a lasciare il mio numero di telefono (no, il suo non l'ho chiesto), illudendomi che magari, così, ci si sarebbe sentiti di più. E invece sono già passati sei giorni da quando gli ho lasciato il numero...e in questi sei giorni non ho avuto nessuna notizia. Non un "ciao", non un "come va", niente. Sembra essersi letteralmente dissolto nell'aria, proprio così come era arrivato. Eppure, stupidamente forse, mi sento ancora legato a lui, sento di dover aspettare, sono convinto che prima o poi tornerà, si deciderà a usare quel numero che gli ho lasciato...sto sperando invano? Non lo so, so che non sto crollando in un circolo vizioso solo grazie al fatto che non sono da solo, che comunque ho le lezioniunivesitarie che mi portano via tempo, che comunque ho la possibilità di svagarmi e di pensare ad altro, ma...nonostante mi sia detto più volte di non darci troppo peso, di lasciare che le cose seguano il loro corso, non riesco a farlo. Un'altra volta mi sono affezionato, ho creduto troppo ad una persona di cui non conosco le vere intenzioni...pensavo di aver imparato dai vecchi errori, pensavo di essere cambiato sul serio e, invece, eccomi ancora qui a chiedermi dove sia finita una persona che, in qualche modo, sentivo essere speciale. E, nonostante tutto, ancora, so che continuerò ad aspettare. E' qualcosa indipendente dalla mia  volontà, è quasi una promessa silenziosa che ho fatto a me stesso, alla luce di quelle poche conversazioni, che io sarò qui, sarò qui ad aspettarlo...e se verrà, mi troverà.


| FilXVII|ottobre 07, 2009 19:15 | tags: pensieri, amore|commenti



21/09/2009

"Ognuno è...



...artefice del proprio destino", dicono. In parte credo sia vero, in fondo il nostro destino dipende dalle scelte che compiamo durante la nostra vita, dalla determinazione con cui le portiamo a termine e dalla nostra capacità di credere in noi stessi. Ma generalmente la nostra vita non procede su un binario isolato, siamo continuamente a contatto con altre persone, con scelte di altre persone. Persone che entrano ed escono più o meno liberamente, più o meno frequentemente, per nostra o per loro volontà, dalla nostra vita. E le loro scelte, il loro modo di fare, i loro obiettivi, non possono fare altro che scontrarsi, adeguarsi, mescolarsi con i nostri, andando inevitabilmente a modificare quello che noi abbiamo scelto essere il nostro destino.
 Ed io...io mi sento un po' in balia degli altri, in quest'ultimo periodo. Paradossalmente, ora che ho deciso di pensare di più a me stesso, di essere IO il mio centro di gravità, di contare prima su di me e poi sugli altri...proprio ora mi sento come sopraffatto da tutta una serie di eventi che si sono susseguiti in questo periodo di inattività.
Forse è solo una nuova consapevolezza, un nuovo modo di vivere a cui mi devo abituare, il problema è che tutto questo mi lascia un leggero senso di inquietudine, qualcosa di latente, che ogni tanto si presenta, quel senso di angoscia che mette in moto un violento turbinio di pensieri, di riflessioni e di elucubrazioni sulle scelte che abbiamo fatto, sulla strada che stiamo seguendo, su quanto possa essere giusto o sbagliato un evento, una situazione in cui ci troviamo o abbiamo scelto di essere. Non sbaglia Clarissa Dalloway a pensare che siamo fatti di legami, che viviamo non solo in noi, ma anche nelle altre persone: in ogni persona con cui siamo venuti a contatto c'è un pezzo di noi, un qualcosa che ci abbiamo lasciato, volontariamente, involontariamente, inconsciamente o consapevolmente, ma qualcosa c'è. Siamo fatti di legami, in fondo, nessuno può prescindere dai legami con le altre persone...siamo collegati con dei fili invisibili a tutte le persone con cui abbiamo condiviso un pezzo della nostra vita.
 A proposito di questo stavo anche pensando di scrivere un breve racconto che poi posterò nel blog, ovviamente, quindi non mi dilungo ora a spiegare la mia visione dei rapporti interpersonali e del "destino" in generale.
 Legami che credevo di aver stabilito che invece si sono dissolti nel nulla da un giorno all'altro, legami che credevo di aver perso o dimenticato che invece sono ancora legati a doppio filo fra loro, vite che si intrecciano apparentemente senza logica, per pochi attimi, vite fatte di legami intermittenti ma intensi...e io mi sento leggermente ingarbugliato in tutta questa matassa di fili che si creano e si intrecciano fra loro.
 Conosci una persona, pensi che sia quella che stai cercando, e poi improvvisamente, per un motivo banalissimo, scopri che in realtà hai fatto l'errore più grosso della tua vita; persone con cui credevi di aver chiuso ogni rapporto che improvvisamente ritornano, ti fanno discorsi da eterni pentiti, per poi rimangiarseli la settimana dopo, ma che comunque non riescono, per qualche motivo, ad uscire dalla tua vita. Persone che fanno del male ad altre persone, persone a cui vuoi bene...persone che poi per qualche scherzo bizzarro della vita, intrecciano i loro fili anche con i tuoi e tu puoi scatenare la vendetta; persone che senti pochissimo ma con cui senti che il legame è forte, inspiegabile quasi, persone che, nonostante si facciano sentire poco, riescono sempre a dimostrarti che per loro non sei semplicemente uno dei tanti, ma hai qualcosa in più.
 E' difficile riuscire a gestire tutto questo susseguirsi di cose in maniera razionale, ed è altrettanto difficile evitare di farsi domande in proposito e lasciare che lo cose proseguano per la loro strada.
Mi sembra di aver perso la spola che serve per passare agevolmente da un filo all'altro, mi ritrovo a rimbalzare di qua e di là senza ordine preciso, senza la capacità di andare dove vorrei...e non è certo una bella situazione.
 Da qui il senso di angoscia, la paura di non riuscire a districare il tutto, la paura di non riuscire a trovare il senso giusto del mio percorso, di non capire la vera natura di tutti questi legami che continuano a formarsi e a mutare davanti ai miei occhi senza che io possa farci effettivamente nulla...forse dovrei solo fermarmi un'attimo a fare un po' d'ordine ma la realtà è che...mi fa paura.


| FilXVII|settembre 21, 2009 23:09 | tags: pensieri|commenti




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